Elettrodomestici

Tian Chi, la lavatrice per chi è pigro

Tian Chi, la lavatrice per chi è pigro

Dall’esperienza internazionale del concorso CANDY Group + BIC LaFucina “LavatriceCinese MadeinMilano”, il giovane designer milanese Carlo Casagrande e l’altrettanto giovane designer di Shanghai Yu Wenhou Ben, disegnano per Jinling del gruppo Candy una lavatrice che prende il nome dall’incantevole vulcano cinese Tian Chi, vulcano spento nella regione dello Xinjiang che ospita un bacino d’acqua e del quale le forme sinuose ed organiche del prodotto ne ricordano la sagoma.

Con l’obiettivo di fornire una spinta innovativa ad un settore, sul mercato cinese, nel quale i prodotti sono fortemente omologati, si è targettizzato ad un pubblico giovane e muovendosi attraverso una sorta di analisi introspettiva si è cercato di arrivare al cuore dell’essere giovani al giorno d’oggi, scoprendo forse un comune denominatore nella pigrizia del desiderare gesti quotidiani meno impegnativi, fosse solo l’apertura di uno sportello o la programmazione di un elettrodomestico.

Partendo da queste considerazioni vengono così introdotti degli sportelli ad apertura interna dotati di molle per una richiusura autonoma, che costituiscono una vera e propria innovazione nel settore, nel modo di interagirvi prima ancora che sul piano formale.

Seppur apparentemente banale, questo cambiamento attiva il gesto disinvolto di gettare al volo gli indumenti sporchi nella lavatrice come fosse il cesto della biancheria o un canestro di basket, anche a ciclo avviato: trattandosi infatti di una lavatrice ad agitatore, l’asse di rotazione del cestello è verticale, per cui aperto lo sportello è possibile aggiungere dei capi anche durante il lavaggio senza doverlo interrompere. Per le operazioni di carico e scarico sarà sufficiente aprire gli sportelli fino a fondo corsa per farli rimanere agganciati, per poi liberarli premendo di nuovo.

Per chi ha degli animali domestici niente paura: è previsto un pulsante che mantenga bloccati gli sportelli evitando l’effetto “botola” al povero animale, regalandogli così il piacere di dormire accovacciato su un giacilio su misura per lui, cullato dal dolce movimento dell’apparecchio in funzione.

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